Lineare o circolare ? Clessidra o orologio analogico… Come immagini il tuo tempo ? Perché di solito il tempo lo immaginiamo e misuriamo in questi due modi.
Il tempo lineare della clessidra
Lineare quando definisci un istante di partenza e uno di arrivo.
Su un foglio bianco disegni due punti, li unisci e disegni una freccia.
Questo è il tempo lineare, ed è definito da un inizio e una fine.
Pensa ai vecchi giochi da tavolo e quiz con la clessidra dove i granelli, che scorrevano uno dopo l’altro, indicavano un tempo è “finito” per dare una risposta alle domande del gioco.
Il tempo circolare dell’analogico
Prendi un altro foglio di carta (o volta quello dove hai disegnato la freccia), questa volta disegna un cerchio e, anche se non sei Giotto, avrai fatto una rappresentazione semplice e intuitiva del tempo inteso in maniera circolare.
Qualcosa che inizia, ma non finisce: il punto di arrivo coincide con quello di partenza, che viene superato e inizia un altro ciclo temporale uguale al precedente.
Un oggetto per raffigurare il tempo circolare ?
Un semplice orologio analogico.
Forse è l’ora tarda della notte in cui scrivo questo post che mi ha fatto diventare logorroico con i due paragrafi sopra… Torniamo al tema principale, torniamo ai social.
Back to social
Sta di fatto che ho voluto farre questa lunga e articolata premessa per riprendere il discorso dal post del Tagliaerbe sul tempo dedicato ai social. Riassumendo, a parte qualche rispettabile commento controcorrente, la discussione va in questo senso: stare sui social è tempo perso.
Allora ti chiedo non è che al mattino, quando accendi il PC, apri Facebook, Twitter e FriendFeed ?
Bene, devi sapere che forse butterai almeno il 20% del tempo della tua giornata lavorativa e che questa attività, contrariamente al principio 80/20 non ti renderà l’80% dei risultati.
E vuoi sapere anche perché ? Perché ti sentirai attratto da tutto quello che accade intorno a te perché i social network sono mondi a parte da esplorare. E per essere esplorati e compresi a fondo occorre molto tempo.
Dai torniamo al lavoro
Ok hai deciso di non aprire i social, ti concentri per scrivere una email importante e TweetDeck lampeggia.
Azz.. hai già disabilitato il fastidioso segnale acustico, ma quei box con sfondo rosso sangue e quel 7 “All Friends” e 1 “Direct Message” in bianco non possono non attrarre la tua attenzione.
Però stamane sei deciso a non farti incuriosire da cosa succede nei social. Così chiudi subito TweetDeck, che però nel frattempo ti ha notificato anche gli aggiornamenti di stato dei tuoi amici su Facebook.
Dai facciamo un giretto veloce su Facebook perché voglio sapere cosa è successo. Prometto, 2 minuti e poi torno a scrivere messaggio importante in posta elettronica.
Però intanto sono già passati altri 20 minuti perché hai dovuto “staccare la spina” da Facebook per rimetterti a capofitto sul contenuto del messaggio, che scrivi e rileggi 3 volte per essere sicuro di non aver scritto cazzate.
Alla fine sei pronto a invaire ”sto benedetto messaggio dal tuo client di posta. Dai ci siamo…
Invia e ricevi
Ding dong! Ci sono nuovi messaggi in posta.
Forse c’è qualcosa d’importante.
Controlliamo subito.
Allora vediamo un pò… ci sono 3 notifiche di commenti su Facebook, una segnalazione su FriendFeed per cosa hai scritto il giorno prima, e Twitter ti avverte che hai un nuovo follower.
Chi è questo ? Aspetta fa vedere un attimo il suo account.
Guarda il sito nella sua bio descrizione.
Googla un pò per vedere chi è e cosa fa per sapere se seguirlo anche tu.
O bloccarlo se è l’ennesimo spammer, pronto a bombardarti di cose inutili alla prima occasione.
Morale? Hai buttato via altro tempo
Ma allora i social non funzionano e sono veramente tutto tempo perso ? Credo di no.
Vedo giorno dopo giorno che i social network funzionano.
Credo che siano un ottimo strumento per creare e mantenere relazioni e interessi, a patto di evitare l’effetto gossipparo da “Grande Fratello” di farsi i fatti degli altri.
L’elemento in parte trainante, e in gran parte distraente, dei social rimane è una forza oscura che chi fa web marketing conosce e sa gestire, per non dire manipolare, molto bene: la forza della curiosità.
Ora visto che alla curiosità difficilmente potrai dire di no…
Prevenire è meglio che curare
Ecco allora qualche consiglio semplice per ridurre le possibili interferenze della curiosità e non perdere tempo sui social quando lavori, ammesso che il tuo lavoro non sia “lavorare nei social” (nel qual caso dovrai fare l’esatto contrario di cosa ti sto per dire):
- disattiva ogni social-diavoleria che si possa annidare nella tray icon;
- imposta dei filtri automatici in posta elettronica per spostare i messaggi in arrivo dai siti di social network in una cartella apposita. Non basta taggare i messaggi. Devono essere rimossi dalla posta in arrivo altrimenti la curiosità resta elevata (e se usi GMail metti l’etichetta nelle “altre etichette” così da non leggere il numero dei nuovi messaggi);
- imponiti di interagire a orari predefiniti: meglio “perdere” mezz’ora di social la mattina e mezz’ora il pomeriggio anzichè ricevere stimoli esterni alle tue attività da notifiche continue;
- se proprio non riesci a resistere dedicati ai social nei momenti di stacco tra un’attività e l’altra.
Vuoi dire la tua ?
Un altro strumento dagli ultimi giorni sempre più social di cui non ti ho parlato è Google Reader, dal quale potresti aver letto questo articolo tramite feed RSS.
Forse anche in questo momento, senza Facebook, Twitter & Co. stai perdendo tempo ?
Fammelo sapere commentando qui sotto
.



{ 0 comments… add one now }
{ 2 trackbacks }