“Regala l’informazione, vendi il sistema”
Non è soltanto una frase ricorrente nel marketing (che anche i blogger come te potrebbero usare a loro vantaggio). Trasferita nel mondo del software questa stessa frase potrebbe suonare così: “Regala il codice, e vendi il tuo software”.
E lo sanno bene tutte quelle aziende di software che, anche per questioni di time to market, preferiscono integrare software Open Source eterogenei piuttosto che svilupparli da zero.
D’altra parte se un software già esiste e funziona, ed è disponibile con una licenza che consente di usare, integrare, alterare i software per i propri scopi, perché non usarlo per i propri scopi ?
Il ragionamento dei software integrator non fa una piega. Ma come tutte le cose, scegliere la strada dell’Open Source ha vantaggi e svantaggi.
Vantaggi del software Open Source
- abbattere i costi di licenza di software proprietari in fase di startup;
- abbattere i costi di sviluppo creando una comunità di sviluppatori che lavora al tuo progetto e lo fa crescere assieme a te;
- abbattere i tempi di sviluppo integrando software testato e già esistente per determinate funzionalità;
Svantaggi del software Open Source
- senza una comunità forte il progetto si arena facilmente;
- senza una comunità forte il progetto va alla deriva facilmente ;
- senza una comunità forte il progetto non si espande;
- senza una comunità forte il progetto non si evolve;
Sei un blogger o un webmaster?
Allora probabilmente usarai o avrai usato WordPress. Ecco i 3 consigli che ti ho promesso nel titolo di questo articolo:
- usa WordPress come piattaforma CMS non solo per i tuoi blog ma anche per altri siti tuoi o dei tuoi clienti;
- fai backup frequenti, meglio se giornalieri e con uno script in automatico che lavora al posto tuo;
- aggiorna le versioni di WordPress via via che escono. Perché le release vengono correggono bug e vulnerabilità a volte critiche. Non restare indietro a lungo altrimenti i rischi di hacking del sito sono elevati.

{ 3 comments… read them below or add one }
Ciao Francesco, mi fa piacere tu abbia scritto un post sull’open source. Io ne avevo scritto uno qualche giorno fa, proprio sui vantaggi e svantaggi derivanti dall’adozione di questi software.
Sono d’accordo con te quando parli di comunità. La comunità è l’asse portante di un software open source. E’ la comuità che crea il materiale informativo, che testa e stressa il software, è sempre la comunità che aiuta i nuovi utenti. Senza una comunità forte l’open non è niente.
Permettimi, però, di osservare che questi fattori, determinando il successo di un software open source, vengono presi in considerazione soprattutto dagli sviluppatori. Interesse dello sviluppatore è avere una community che supporti il proprio software.
Ma i vantaggi per un utente, a mio avviso, sono molti di più e diversi.
Puoi leggere quello che penso sul mio sito. il post si intitola semplicemente “Open Source: Vantaggi e svantaggi”. Magari mi fai sapere che ne pensi, ciao!
Ciao Aerendir,
mi sarebbe piaciuto commentare direttamente nel tuo articolo ma non trovato come fare. Pertanto sono costretto a scrivere qua il mio commento al tuo articolo.
Lato utente condivido molte delle cose che scrivi. Ti cito Chromium di Google e Darwin di Apple come progetti interessanti Open Source che hanno portato a due successi: Google Chrome e Mac OS X.
Da quasi ex programmatore posso invece indicarti che quando lavori in Open Source e lo usi per sviluppare progetti in azienda una delle paure frequenti è che il codice vada pubblicato chissà dove.
E l’azienda percepise questa cosa come un sorta di “pericolo”.
Allora ti dico questa modalità di rilascio software Open Source “insolita”, che non è pura e non serve a fare community. Ma che tutela committente e sviluppatori.
Funziona così:
1) Strutturi tutto il software nei soliti moduli e strati (Data access layer, Business layer, Presentation layer, Templates).
2) Fai dipendere tutti i gli strati da un pacchetto marginale di utilities che poi rilasci in Open Source perchè può essere riciclato per altri progetti.
3) Naturalmente pubblichi con Apache License 2, GPL 3 o Artistic License.
4) Le parti custom come lo strato della business logic restano invece riservate.
Ora la particolarità sta nella pubblicazione al punto 3. Cioè pubblichi solo il codice, senza documentazione né “how-to”.
Risultato ? Il codice pubblicato è Open Source al 100%.
Ma di fatto inutilizzabile (a meno che non te lo studi a fondo, o sei uno degli sviluppatori che lo ha scritto e sai come funziona).
E questo è un ottimo modo per tutelare di più il cliente che ha commissionato il lavoro.
Se il progetto viene diffuso e si costruisce una piccola comunità attorno anche il software integrator che ha aperto inizialmente il progetto ne trae vantaggio.
Già, non ci sono i commenti… è presto per abilitarli
Per quanto riguarda il codice open source ti ringrazio moltissimo perchè mi hai aiutato a capire come funziona in chiave business. Ho visto spesso aziende che si definiscono open source e non ne comprendevo a pieno il significato (es le aziende di data integration che stanno venendo fuori come funghi). Ora ho un quadro più completo.
Io ho sempre conosciuto il modello più classico, cioè il rilascio con licenza open di una versione base del software (es Magento oppure OpenX) mentre la versione avanzata è a pagamento.
Ora il quadro è più completo.