Scrivere contenuti tra lavoro, piacere e obbligo.

by Francesco on settembre 12, 2009

Da sempre si dice che “Content is the king” per cui un sito deve essere ricco di contenuti, e per questo scrivere i contenuti è importante.

Scrivi contenuti perché soddisfi il bisogno dell’utente di trovare l’informazione che cerca.

Perché su Internet prima si cerca l’informazione.

E questa informazione viene fornita gratuitamente

Intendiamoci: l’informazione deve essere unica, originale, concreta e di qualità.

E tra le tante fonti sul web, siamo abituati a trovare subito l’informazione che ci serve.

Noi italiani poi siamo felici quando l’informazione è fornita, “a costo zero”, “a gratis ” (anche se personalmente sono poco d’accordo con questo modo di vedere le cose).

Ma la singola informazione, da sola non basta e serve a poco.

Ad esempio in questo blog negli ultimi tempi ho iniziato a scrivere di vari filoni, più o meno vicini al web marketing.

Ancora il blog è in fase di test, perché sto valutando quali sono gli argomenti “che tirano” e che interessano di più a chi legge.

E così per il momento se scorri questo blog trovi alcuni racconti volutamente frammentari.

Troverai raccontato un pò di SEO, un pò di web marketing, un pò di produttività, qualche esperienza.

Perché? Perché fino a ora ho sempre usato il blog come diario di bordo personale, anche se l’argomento principale è comunque ampio (web marketing e SEO) e so che dovrei tematizzarlo un pò di più.

Perché tematizzare le informazioni?

Perché quando tematizzi le informazioni fai due cose più utili rispetto a questo blog :-) .

La prima è che fornisci a chi ti legge una visione d’insieme e tante sfaccettature dello stesso argomento.

E questo crea valore aggiunto e ti posiziona come esperto oppure (se anche a te non piace usare questa parola), come uno che ha cognizione di causa di cosa scrive.

La seconda cosa, più importante, è che hai tracciato un filone da seguire e dato una direzione precisa alle informazioni.

Ora se riesci anche a strutturare le informazioni in modo organizzata, queste possono diventare qualcosa di più solido e utile a chi legge. E portarti contatti, consulenze, richieste specifiche nel settore di cui occupi.

Se guardi un pò in giro in rete trovi tanti e buoni contenuti gratuiti come primo passo.

Ma ti sei mai chiesto perché sono gratuiti ?

Per stimolare il passo successivo, il famoso “the next step” che tanto piace a chi fa web marketing.

Oggi però non voglio parlare di web marketing. Ma di SEO.

Perché non si scrive solo per stimolare il passo successivo in chi legge.

Ci sono altri motivi per cui scrivere contenuti. E uno di questi è…

Scrivere i contenuti per essere trovato

Più scrivi e più sei gradito dai motori di ricerca.

C’è poco da aggiungere: più i motori di ricerca trovano i contenuti originali e freschi nel tuo sito web e più il tuo sito inizia ad essere presente in SERP.

Naturalmente con una buona strategia di link popularity a supporto e facendo tutte le attività SEO in modo preciso.

Ma oggi non basta più scrivere contenuti e farsi linkare per mantenere la visibilità.

I motori di ricerca si sono evoluti ancora di più in una direzione precisa: la velocità.

La velocità di scrittura dei contenuti è più importante

Più scrivi velocemente i contenuti e più è rapida l’indicizzazione degli stessi in Google.

Più sei rapido a scrivere, più “bruci gli altri” nel tempo e prima Google prende la tua notizia.

Poi arriveranno gli aggregatori, le altre notizie, tutto ciò che vuoi. Un esempio ? la SERP di Monopoli City Street è cambiata da poche ore. Ieri il sito ufficiale non era nelle prime 5 posizioni, sommerso dal buzz e dalle altre news riguardo a questo gioco.

In questa visione darwiniana della search, senza dubbio i social hanno dato la mazzata finale e la spinta evolutiva più importante introducendo una variabile di non poco conto: il tempo reale.

Il tempo reale è la sfida attuale dei search engine

Più twitti, più feisbucchi e più friendfiddi, più inizi a occupare la social sfera. E, con la social sfera, il tempo reale. E i concetti di pulserank e friendrank assumono in quest’ottica una connotazione molto concreta, reale.

Ampliare la propria presenza online, in tutti i canali è diventato un must.

Ma questo ha anche dei controeffetti non sempre positivi. Non voglio ripetermi… già Tagliaerbe ha scritto del tempo dedicato ai social.

Il tempo richiesto per raddoppiare la tua presenza online, social compresi, potrebbe aumentare a dismisura.

Lascia o raddoppia ?

Lasci che gli altri postino di più di te, più rapidamente di te, più freneticamente di te ?

Oppure raddoppi la tua presenza facendoti assorbire completamente dal lifestream digitale  ?

Ma è obbligatorio correre, postare, e correre ancora, e postare ancora ?

Come sempre dipende. Rileggo l’articolo dell’anonimo bloggatore pubblicato da Tagliaerbe e concordo pienamente con la sua conclusione.

Il problema è il modello attuale

Il modello è sbagliato! Chi l’ha detto che devo postare 5 volte al giorno, o 7 volte a settimana ?

Non sono d’accordo su questo.

Perché ? Semplice: perché non uso questo blog per monetizzare.

Perchè scrivo quando ho qualcosa di utile, rilevante e importante da scrivere.

Perché scrivo per comunicare qualcosa: una scoperta, una storia, oppure anche una riflessione.

Tu che ne pensi ?

{ 6 comments… read them below or add one }

1 Roberto XSM settembre 12, 2009 alle 1:17 pm

Bell’articolo veramente.

Comunque a mio parere se non si ha una sottospecie di redazione e più persone che scrivano per te è molto difficile riuscire a postare anche un solo post al giorno.
Si può anche postarne di più ma se sei da solo che qualità puoi offrire nei tuoi contenuti?

I social network sono fantastici per questo, perchè se riesci a farti un nome e diventi autorevole in quello che scrivi, poi è probabile che siano gli altri a condividere per te, ed ecco che scattano i retwitt etc… e le tue pagine schizzano dritte dritte nei motori.

Questo è il mio modesto pensiero naturalmente.

Ciaooo!

2 Francesco settembre 12, 2009 alle 1:29 pm

Assolutamente d’accordo con te Roberto XSM!

Ma chiediti questo: quanti sono i blog aziendali ? Quanti sono i blog strutturati con una redazione e di successo ?
Non a caso parlavo di “strutturare” le informazioni. Quando strutturi qualcosa con basi solide puoi andare lontano.
Però sappiamo che non è sempre così.

Il postare più di una cosa al giorno secondo me diventerà sempre più rilevante.
Personalmente mi aspetto che si acceleri ancora di più la necessità di postare più volte al giorno per chi segue una certa direzione.
Allora ne vedremo delle belle, con gli utenti che (come me in questi mesi) saranno obbligati a “disintossicarsi” da questo eccesso di surplus di informazioni.

Riguardo ai social network d’accordissimo con te.
Oltre il 50% del (poco) traffico in questo blog arriva solo grazie ai social.

3 Aerendir settembre 12, 2009 alle 2:52 pm

Io penso che chi va piano va sano e va lontano.
Il mio blog per il momento non deve essere monetizzato. Non mi interessa se ho lo scoop del momento, non mi interessa se ho articoli che tirano o non tirano. Io parlo di un argomento: ecommerce, e di tutto ciò che gli ruota intorno: se ai miei lettori piace quel che dico, bene, se non gli piace non è un problema mio.
Intendo dire che proprio perchè non ho una redazione non posso competere con testate più grandi. E allora il mio punto di forza diventa la qualità. Preferisco postare meno contenuti ma di qualità che molti contenuti senza molta qualità. Anche perchè, nella mia personale esperienza, il blog è il mio “quaderno degli appunti”: oggi (che potrebbe essere anche un mese) approfondisco gli hosting ? bene, domani (che potrebbe essere anche un mese) scrivo cosa ho capito, quali sono le mie conclusioni, ecc.

Poi approfondisco Twitter? Cerco un filo, un ordine negli argomenti: il filone! Quindi inizio a scrivere seguendolo.

Chi arriva sul mio sito impara quel che ho imparato io e come me non avrà tutta la giornata per leggere blog su blog e quindi sarà contento perchè gli ho abbreviato il lavoro, ho fatto la ricerca per lui, l’ho riorganizzata in argomenti omogenei, l’ho strutturata, un minicorso diciamo. Link, video, altri siti, impressioni, opinioni, finiscono tutti nel lavoro finale.
Se piace a poche persone non posso farci niente, a me serve questo e sicuramente servirà a qualcun altro: se quel qualcun altro mi trova buon per lui, altrimenti dovrà aspettare. Perchè credo che al di là del real time esista anche un consolidamento nei risultati: prendi l’11 settembre. Appena accaduto tutti a scriverne e a lottare per la prima posizione su Google, ma dopo 9 anni i risultati che stanno in testa quali sono? Wikipedia che ha aggregato, ha maturato, ha riassunto, ha approfondito. Oggi (12 Settembre) in testa ci sono anche i risultati di Google News, ma poi c’è Wikipedia.
Io sono solo e sui 100 metri non posso competere, però nella corsa di fondo posso, eccome se posso! E lo faccio!
Col tempo le persone impareranno a conoscermi, ad amarmi e a criticarmi, a seguirmi e a mandarmi a quel paese. Ma con il tempo, non oggi, non domani e nemmeno dopo domani. Forse tra un anno o forse tra due, ma prima o poi succederà.

4 fede settembre 14, 2009 alle 11:26 am

Bella Francesco, vedo che hai usato i filtri per italianizzare il leggi sotto o aggiungine uno nel comments_intro.
Mi chiedevo… e se io volessi rimuovere i brackets hai idea di come si fa?
Ho provato con i filtri e non cambia nulla

Un saluto
Fede

5 claudio settembre 15, 2009 alle 9:47 am

aerendir, mi sembra di percepire tra le righe del tuo messaggio, un certo sconforto, perciò mi permetto di aggiungere una mia personale considerazione senza avere la pretesa di “fare testo”.
Il buon giornalista è colui che sa descrivere una notizia o approfondire un argomento nel minor numero di righe/battute possibile.
Questo discorso vale anche per i Blog, perchè i navigatori o smanettoni che dir si voglia hanno fretta e se vedono un testo che non si conclude a fine schermata sono portati ad abbandonare la pagina.
quindi a mio avviso è meglio inserire ogni giorno un messaggio/post/articolo formato da 10 o 20 righe massimo che un poema (si fa per dire) ogni settimana o 15 giorni.
Potranno essere pillole di informazione o approfondimenti di aromenti e temi, comunque leggibili tra i 60 ed i 120 secondi … il vantaggio è che i 15 o 20 minuti per scrivere una notizia breve si possono trovare ogni giorno e quindi guadagnare audience da fidelizzare.

6 Francesco settembre 15, 2009 alle 11:47 am

@fede
Ciao usa l’email privata che hai per queste domande.

@claudio
Ciao claudio e benvenuto.
Mi fa piacere leggere il tuo punto di vista, perché affronti un argomento che è trasversale e passa dai post del blog, alle pagine del sito web, agli articoli dell’article marketing, alla scrittura di una semplice email.

Sulla frequenza concordo perché dipende da quali obiettivi ti poni.
Giustamente tu dici che la frequenza è importante per fidelizzare.
D’accordissimo a patto che non si scrivano post “tanto per scrivere” che rischiano di disaffezionare il lettore e farlo cancellare dal RSS del tuo blog, dalla tua newsletter, etc etc come ho già avuto modo di raccontare nei post precedenti.

Sull’abbandonare la pagina quando è troppo lunga non sarei troppo d’accordo.
Dipende solo da quanto è palloso il post per il lettore.
Ad esempio in questo stesso post c’è stato un punto preciso in cui hai messo di leggere ?
Oppure hai trovato la cosa “interessante” e sei arrivato fino in fondo ?
Se hai seguito questa seconda strada ti posso assicurare che non è un caso :-)

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