Una delle difficoltà che molti blogger riscontrano è integrare i propri post nei social network.
Personalmente ho trovato un modo abbastanza comodo per pubblicare gli articoli di questo blog in diversi posti della rete, il tutto in automatico.
Cosa succede dopo aver scritto un articolo in questo blog?
Pubblicazione su Twitter
Il primo step è la lettura del feed RSS con FeedBurner e la pubblicazione su Twitter grazie alle funzionalità offere dall’aggregatore di Google.
Il feed viene anche letto su TwitterFeed. Con Twitterfeed puoi anche postare sul tuo account Twitter i tuoi post, cadenzando il check del feed e la pubblicazione a intervalli di tempo regolari. Però per praticità ho preferito Feedburner.
Perché avere un account Bit.ly
Non è indispensabile ma fa comodo avere attivato anche un account Bit.ly che useremo più avanti in fase di pubblicazione verso altri servizi.
Poiché Twitter ma anche altri servizi social stanno secondo molti “cannibalizzando i link” con Bit.ly possiamo vedere, in forma aggregata, quante persone hanno cliccato i link che abbiamo postato nei diversi social network.
Ogni link viene codificato in forma abbreviata. Bit.ly mostra ci così il numero totale di click ricevuti dai link e il numero di click che hanno portato i nostri link.
Per le impostazioni servono soltanto il nome utente e la chiave pubblica assegnataci da Bit.ly.
Pubblicazione su Ping.fm
Il secondo step è la pubblicazione da TwitterFeed su ping.fm come da indicazioni di GiorgioTave qui.
Personalmente ho impostato 1 ora come intervallo di tempo, la pubblicazione ordinata per data di pubblicazione del post.
Pubblicazione su Facebook e altri canali
Una volta che i tuoi post sono arrivati su ping.fm è abbastanza facile pubblicarli negli altri siti e social network che questo servizio supporta.
Ad esempio puoi pubblicare i tuoi aggiornamenti sia su Facebook che sulle Facebook Pages, su Posterous, su Flickr, su un blog WordPress.com, Thumblr, il profilo su MySpace e su FriendFeed.
Ma anche lo stream di una piccola community su ning oppure le tue preferenze musicali su blip.fm.
Il principio di funzionamento è sempre lo stesso: indichi nome utente e password (oppure nome utente e chiave di accesso pubblica) per il servizio che vuoi connettere. E il gioco è fatto ![]()
Un metodo alternativo
Un metodo alternativo al giro di servizi che ti ho fatto fare in questo articolo è utilizzare un servizio che ho già nominato prima.
Si chiama Posterous e ti permette di inviare i tuoi contenuti in formato messaggio email a un indirizzo di posta elettronica ad hoc e lasciare che Posterous faccia il resto.
A seconda di quali servizi hai configurato Posterous è in grado di pubblicare su Twitter, Facebook, YouTube, Flickr, Picasa, Vimeo, Thumblr, Blogger e qualsiasi altro sito accetti le tue pubblicazioni.
Puoi anche inviare email in formato combinato alle caselle posterous ad esempio se scrivi a twitter+facebook@posterous.com il sistema capisce che vuoi pubblicare soltanto su Twitter e Facebook il tuo contenuto.
Non ho testato a fondo Posterous perché mi trovo bene con ping.fm, ma sono interessanti due cose
- lo smistamento dei contenuti in base ai siti di destinazione
- la creazione di album fotografici nelle foto del tuo profilo Facebook.
Hai domande ?
Usi un sistema di pubblicazione diverso ?
Parliamone. Scrivi qui sotto le tue considerazioni.

{ 8 comments… read them below or add one }
Io uso (mi pare si chiami così) twitterfeed, per mandare i feed del mio blog su twitter. E un altra applicazione per mandarli su facebook.
A essere sincero però queste cose non mi piacciono… mi sento uno spammer. Soprattutto adesso che ancora non sono riuscito a costruire una vera community
Ciao Angelo,
intanto ti ringrazio per il commento e per la segnalazione.
Come ho detto nel post persone diverse preferiscono usare canali diversi, quindi a mio avviso segnalare le proprie risorse e gli articoli del proprio blog in social e canali diversi, non è fare spam.
Facciamo un esempio prendendo la casella di posta elettronica. Togli i vari messaggi di penis enlargment, casinò, viagra e tentata vendita di software a prezzi stracciati: quella è pirateria (non spam) almeno a mio modo di vedere le cose.
Il confine tra spam e non spam sta in te
Se ricevi messaggi promozionali o comunicazioni che ti aspetti di ricevere nella tua casella (e che hai espressamente chiesto tu di ricevere) allora non è spam. Questo sempre per il mio modesto punto di vista.
Ora spostiamoci sui social network, dove a differenza dell’email c’è una componente molto importante rispetto all’email. Sto parlando della “conversazione” e dell’”interazione” con le persone che fanno parte dei tuoi social circle, per dirla con Google.
Se segnali solo ed esclusivamente i tuoi post, indistintamente in tutti i canali a tutti coloro che hanno una qualche relazione con te forse stai spammando.
Se invece:
1. distingui le conoscenze che hai nei vari canali in base alle conversazioni intrattenute, interessi diversi,
2. usi le liste in maniera utile (ad esempio su Facebook per costruire “livelli di confidenza” diversi)
3. segnali ad ogni lista apposite risorse utili, magari mixando anche i post del tuo blog
… allora sarà più difficile che le persone che dei tuoi social circle ti considerino uno spammer
Francesco, sono d’ accordo con tutto quello che hai detto.
L’ unico limite nella cura dei social è il tempo! Per questo considero solo twitter e marginalmente facebook.
Ora uso il termine spammer un’ altra volta a sproposito: per me sono “spammer buoni” anche coloro che sono degni di essere seguiti, ma che fanno aggiornamenti molto di frequente, mischiano post in inglese a quelli in italiano, troppe mentions che potrebbero essere messaggi privati, follow fridays infiniti.
E su facebook… beh, qui i rischi sono più alti… i miei stessi amici che fanno di tutto e di più, usano a sproposito la funzione “tag” delle immagini per chiamarti a discutere
“scusa, ma non hai visto che ti ho taggato?”.
La soluzione? Unfollow (o cancellazione dalla bacheca). Non mi interessa che è consuetudine ricambiare il follow.
Così la mia “bacheca” o homepage è popolata solo da quelli che mi piace seguire per davvero.
E di loro leggo veramente tutto.
Ecco. Qualcuno mi pare dicesse: non fare agli altri ciò che non vorresti venisse fatto a te.
So quello che mi irrita, quindi cercherò di evitarlo!
Ciao Angelo, sono pienamente d’accordo con te su tutta la linea.
A livello personale per Twitter sto usando molto i DM come dici tu per tenere piuttosto pulito l’account pubblico.
Per i #FollowFriday ho adottato la formula del ringraziamento che ti porta meno follower a volta, questo è vero, ma ho notato che è molto gradita.
Su Facebook invece, proprio perché è un mondo visto come cazzeggiamento anziché, come business preferisco pe il momento starci il meno possibile.
Lo sto usando per amplificare il messaggio: quasi tutti i post miei arrivano di riflesso su Facebook da Twitter & Co. E’ anche vero però che ho più amici in Facebook che follower in Twitter e dovrei pensare di più a questo aspetto.
Sul discorso “bacheca sporca” ti invito a leggere il Primo corso di “Marketing relazionale per negati” che trovi nella bacheca Facebook di Enrico Altavilla del 22 Gennaio 2010 alle ore 14.32
ho letto quel “post” di Enrico Altavilla… e l’ ho anche aggiunto alla mia rubrica. Sì, perchè finora io facebook l’ ho considerato come una grossa rubrica.
Gli altri usi che ne ho fatto sono stati: Invito ad eventi (non funziona se lo si usa come tutti lo usano) e per le discussioni. Un email collettiva molto comoda per non dover ripetere le cose. La sostituirebbe google wave… ma…
Oddio che fastidio alla testa a scorrere la bacheca di Enrico. Mi irrita proprio, sarà forse una questione di abitudine, ma ci sono troppe cose: mi piace l’ elemento, commenti, immagini video…
Ho letto le sue 5 righe, ed è giusto.
Mi verrebbe da chiedert: perché ti irrita ? Probabilmente perché… (continua tu la frase)
… la mia testa deve fare un lavoro maggiore per distinguere ciò che per me è di valore da ciò che è “cazzeggiamento puro”. Rispetto a twitter, fatto di solo testo + link, sono molti di più gli elementi eccedenti che sono costretto a vedere, anche se ne “skippo” l’ osservazione.
Ci sono più elementi grafici e poi è possibile inserire molte cose. Le note, i messaggi che scaturiscono dall’ uso di un applicazione, i video…
Va a finire che sulla bacheca non si capisce bene ciò che è stato veramente prodotto dall’ “amico”, da quello che è stato generato in modo semi-automatico.
Francesco, ho avuto bisogno di fare la procedura che dici in questo articolo, quindi mi sono ricordato e sono passato di qui! Segnalo che basta twitterfeed per postare su facebook o pagine di facebook, senza passare per ping.fm
Ciao!