3 semplici regole prima di aprire un sito web

by Francesco on giugno 24, 2010

Mi fa piacere che i social network funzionino bene.

Così bene che è bastato postare un semplice tweet per prendere al volo subito un retweet  e un paio di commenti su Facebook di persone curiose di sapere che cosa mi era successo.

E’ successo questo… intorno le 18 ricevo una telefonata di una persona “allarmata ” che il suo sito era sparito dal web.

Neanche cercando per il nome del brand il sito compare nelle prime posizioni.

Nei primi risultati ci sono pagine di altri siti che riportano gli indirizzi email del brand e il classico www del sito.

Segno già evidente di per sé che il sito in questione è stato filtrato o penalizzato.

Faccio altri controlli sul sito che utilizza ZenCart con un modulo SEO e “scopro” tanto per cambiare che i contenuti nelle schede prodotto sono duplicati in parte nelle pagine interne e in buona parte su altri siti.

E’ una cosa comune. E la medicina è altrettanto comune: modifichi i contenuti delle schede rendendoli unici e voilà il filtro se ne va.

Al telefono sento invece una risposta che oggi, 24/06/2010, ha per me dell’incredibile.

La risposta è stata “Non ci credo, questa te la stai inventando”.

Mando in email subito un paio di SERP e neanche di fronte all’evidenza la persona è arretrata di una virgola nella sua posizione.

Anzi ha incalzato dicendo “Ma come? Allora mi devo modificare tutte le pagine inventando una descrizione diversa per ogni prodotto?”.

Ovviamente le cose non si inventano e personalizzare la scheda di ogni singolo prodotto e quindi anche la descrizione vuol dire semplicemente rendere all’utente che legge la tua scheda un’esperienza specifica e mirata per quel prodotto.

Che, guarda caso, è cosa Google dice da sempre in tutte le sue linee guida.

Vuoi aprire un sito web ? Allora prima ancora di cominciare assicurati di:

  1. avere qualcosa da dire, fare, vendere altrimenti il tuo sarà “un sito come tanti altri”
  2. fare le cose con passione ed essere sempre flessibile al cambiamento, anche editare i contenuti delle tue pagine
  3. essere cosciente che pubblicare il sito è il punto di partenza (e non di arrivo!) per lavorare online.

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1 Fabio Scafoletti giugno 25, 2010 alle 2:03 pm

Francesco il problema è che il mondo sta cambiando velocemente e in pochi sono disposti a “cambiare”altrettanto, ho un bel po’ di esperienza simili alla tua, anche su cose più semplici. Spesso mi sento dire che è “difficile” mettere in pratica anche principi logici e banali.

Si parla ormai di web 3.0 ma per molti imprenditori il web 2.0 è ancora, e quello che ne discende, qualcosa di misterioso…. per non parlare di social.
Comuque ci sarà una selezione naturale :)

2 Marvin luglio 31, 2010 alle 7:40 pm

Per carità concettualmente è tutto corretto.
Io ad esempio ho il problema che vendo un prodotto che almeno in descrizione è uguale ad un altro. La mia variabile può essere solo il titolo. Come lo risolvo. ?
Faccio un esempio: vendo pile
Titolo: Pile alkaline XYZ fresche belle e profumate
Descrizione: Pile alkaline in confezione da 4 pezzi.
Se ho 10 modelli di pile diverse, sempre pile sono, e quindi cosa posso inventarmi per distinguere una descrizione da un’altra per una tipologia di prodotto di cui c’è molto poco da parlare ?

Mi chiedo però a questo punto se basta una sola parola nel contenuto della descrizione a far rilevare una diversità e quindi non essere visto come un duplicato.

3 Francesco agosto 24, 2010 alle 9:43 am

Ciao ho visto il tuo sito e capito la tua domanda. Dipende dal caso specifico ma ad es. potresti diversificare non tanto la tipologia di prodotto (sempre di pile si tratta) ma ad esempio l’utilizzo che se ne fa (pile per telecomando TV, pile per … ) oppure se hai vendite in numeri più consistenti della singola confezione per target diversi (clienti privati piuttosto che aziende).

4 Marvin agosto 21, 2011 alle 12:19 pm

Caro Francesco,
ho visto solo ora (dopo 1 anno) il tuo messaggio. Perdonami.
Per quanto utile ti rispondo ugualmente promettendoti di non tornare tra un anno a leggere la eventuale risposta.
La suddivisione di utilizzo dei prodotti esposti sul mio sito sono in effetti già catalogate attraverso le categorie.
Cmq dopo un anno “intenso” con tanti test effettuati e soprattutto con i nuovi cambiamenti in essere mi convinco sempre di più che c’è sempre meno tecnica e più social nel segreto per buone indicizzazioni.
Le attività SEO dovranno concentrarsi sul divenire PR (come dei portagente da discoteca) e sempre meno tecnici informatici. Quindi duplicati o non…bisogna stare ” in mezzo alla gente” per farsi conoscere…come poi è nella vita quotidiana.

5 Francesco agosto 21, 2011 alle 8:47 pm

D’accordo con te, tuttavia ancora oggi i principali problemi che riscontro su diversi siti sono: contenuti duplicati/aggregati e pubblicità di AdSense, affiliazioni & co. troppo invasiva.

6 Marvin agosto 21, 2011 alle 9:12 pm

Io mi chiedo !! …il miglioramento generale della struttura di un sito quanto inciderà nella performance generale per raggiungere il buon posizionamento ? Se oggi (escludendo quindi tutto quanto era valido fino a ieri), mettessimo sui 2 piatti di una bilancia, da un lato le tecniche migliorative dei contenuti del sito e dall’altro una buona performance sui social, scommetto che avremmo un rapporto di 1 a 10. Insomma conviene ancora applicarsi su queste cose quando basterebbe qualche +1 …qualche “Mi piace”…e qualche “cinguettio” per far schizzare di decine e decine di posizioni i propri siti ? Mi sbaglio ???

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