Qualche riflessione su AdSense, sul blogging … e sulla SEO

Di solito leggo diverse  fonti al giorno via RSS, commento nei blog di altri e partecipo attivamente in alcuni forum italiani e stranieri.

Tra i vari contatti e scambi di opinioni finisce quasi sempre che qualcuno ti scrive in email, qualcun altro ti contatta su Skype o GTalk.

Finisce che il contatto resta online attivo, in sospeso o in incognito ma ogni tanto qualche scambio con l’instant messaging che preferisci lo fai.

E a volte nascono così, dai confronti e dalle riflessioni, alcune idee per scrivere un post come questo.

Dicevo che a volte scambi parole con persone interessanti.

A Novembre 2009 circa ho scambiato 4 parole e mezzo con alcuni blogger “di professione”.

Di professione perché vivono di AdSense.

Cioè la loro revenue principale della vita è AdSense.

Ma con AdSense c’è un piccolo problema …

Un problema comune però che leggo negli ultimi mesi è proprio quello di AdSense.

Si dice che i guadagni siano calati mostruosamente nell’ultimo anno e che la crisi economica abbia costretto Google a rivedere le percentuali di revenue che lascia ai publisher.

E che la stretta sia stata piuttosto forte e il CPC sia in discesa libera.

Le revenue scendono e oggi non si guadagna più con un blog come guadagnava un tempo.

Anzi, dicono in diversi esperti del settore, se pensi di aprire un blog per guadagnare oggi puoi lasciar perdere perché non è così facile come sembra.

Ora al di là del fatto che non ho AdSense in questo blog perché è un blog personale aperto con altri scopi (cioè per scrivere e comunicare quello che vedo, faccio e sento; e non per guardare) cosa mi ha letteralmente stupito è stato il punto di vista completamente diverso dal mio.

Che cosa voglio dire ?

Che bisogna pensare agli utenti.

Che di solito si dice il contenuto è importante (“content is king”).

Che bisogna porre attenzione sempre a quello che si scrive.

Che un bel contenuto “tosto” è fatto da tanto testo, originale e non duplicato, con contenuti multimediali originali, immagini, mappe, video e chi ne ha più ne messa.

Sei d’accordo con queste affermazioni ? Allora è il momento di …

Fare tabula rasa

Ok se sei arrivato a leggere fino a qui ripetendo dentro di te in modo implicito “si è vero quello che scrive” ti invito a fermarti subito.

Butta via tutto quello che hai letto fino a ora e consideralo assolutamente falso (“all marketers are liars” diceva Set Godin).

Perché ?

Perché per i blogger con cui ho scambiato 4 chiacchiere la logica è un’altra.

Loro leggono “Content is the king” con un’altra ottica. Quella della forza bruta dei contenuti.

La forza bruta dei contenuti

La forza bruta dipende da una cosa sola: da quanti contenuti pubblichi in maniera frequente.

Cioè non importa quanto il tuo articolo faccia schifo, quanto sia lungo o ben curato.

Secondo questi blogger pubblica 5 articoli al giorno, anche di poche righe (si vociffera che un limite minimo sia di 160 parole).

Magari prendi anche spunto dai contenuti di altri, remixali e butta fuori i tuoi 5 post giornalieri.

E Google magicamente indicizzerà bene il tuo blog (perché trova sempre contenuti freschi).

Ti chiedi se funziona ?

Se non vedo non credo. E allora ho testato di persona (compatibilmente con gli impegni lavorativi).

Ho scelto 2 settori abbastanza in competizione.

Ho aperto 2 blog, uno con WordPress l’altro su Blogger con dominio personalizzato.

Ho iniziato a pubblicare contenuti in maniera continuativa facendo attenzione a diverse cose.

Blog A

Per il blog A ho fatto così:

  • ho preso dati da Wikipedia e li ho riscritti di mio pugno
  • ho mixato con contenuti provenienti da altri siti trasformandoli in immagini per aggirare il filtro antiduplicazione
  • ho aggiunto un pizzico di video provenienti da YouTube
  • ho messo infine gli annunci AdSense (seguendo una certa logica)
  • ho mantenuto una frequenza di circa 5 post al giorno.

Blog B

Per il blog B ho fatto così:

  • ho preso contenuti da altri siti web
  • li ho riscritti di mio pugno
  • ho aggiunto immagini trovate in rete
  • ho aggiunto pagine apposite di affiliazione a prodotti simili a quelli descritti nel blog
  • ho mantenuto una frequenza di pubblicazione più distanziata rispetto al blog A
  • i post del blog B sono stati tutti volutamente più lunghi e più densi di testo rispetto al blog A.

Per entrambi i blog ho aggiunto un sistema di pubblicazione automatico su tutti i siti social e microblogging presenti in rete: Facebook pages, Twitter, Ning, Tumblr, MySpace etc.

Quali risultati ho ottenuto ad oggi ?

A livello di accessi quasi identici.

Entrambi i blog sono posizionati per alcune chiavi di mio interesse.

A distanza di un mese e mezzo ricevono all’incirca lo stesso traffico.

Non ho fatto volutamente SEO spinta.

Solo qualche piccola segnalazione qua e là.

Quanto sono stati i guadagni AdSense ?

Non posso dirti le cifre, però un dato è interessante e dovrebbe farti riflettere.

I CPC ricevuti nel blog B sono superiori di circa 3 volte rispetto a quelli pubblicati nel blog A.

Come se Google avesse capito che i contenuti nel blog B valessero di più di quelli del blog A.

Una piccola nota: il blog B è abbastanza di nicchia.

Dopo un primo periodo con annunci testuali ho deciso di toglierli perché erano completamente sballati (non essendoci inserzionisti a sufficienza Google mostrava pubblicità non contestuali) e ho messo solo annunci illustrati.

Altra osservazione quindi dall’esperienza diretta è che per ora gli annunci illustrati si sono rivelati più proficui di quelli testuali.

This work is in progress…

Si naturalmente questo esperimento è in progress.

Come al solito però, se vuoi, puoi postare le tue domande o riflessioni qui sotto.

Annunci AdWords nella parte in basso dopo le SERP ?

Nei giorni scorsi avevo scritto dell’aggiornamento del calcolo del punteggio qualità di Google AdWords e di altre modifiche alle caratteristiche del sistema Pay Per Click. Ora sembra che invece Google stia testando anche un’altra cosa e cioè questa: mostrare un annuncio AdWords dopo i risultati delle SERP.

Nella stessa posizione per ora soltanto Yahoo mostra annunci a pagamento; Live invece sfrutta quello spazio per spingere il servizio Live Maps attraverso un semplice link.

Per approfondire le fonti da cui ho tratto la notizia sono Seo Round Table, Webmaster World, Search Engine Land.