Il tema del blog resuscita…

Finalmente dopo diverse settimane di latitanza sono riuscito a sistemare il tema di questo blog e riportarlo in funzione.

Che cosa era successo? Molto brevemente in un server che gestisco e che hostava anche questo blog oltre a una trentina di altri siti  qualcosa è andato storto con un “innocente” upgrade di un componente del server.

Questo innocente upgrade ha reso di fatto inutili i backup snapshot che erano eseguiti in notturna. Potevo solo accedere via SSH al filesystem del server attraverso un pannello di recovery, ma se riavviavo il server in modalità standard non partiva nulla.

Per fortuna ho perso pochissimo tempo e pochissimi dati, ho rifatto ex novo un server (tutto via terminale in SSH) solo che ho colto al volo l’opportunità di un nuovo piano MediaTemple e così anziché un CentOS ho montato una distribuzione Debian.

Ho ricreato a tempo zero, da zero, tutte le configurazioni e ripristinati i virtual host, i database MySql, i permessi utente, etc etc.

Dopo aver ripristinato gli altri siti miei è toccato a questo blog e, sorpresa delle sorprese, la Debian mi continuava -e mi continua- a dare errore sull’uso dei custom post types (adesso l’ho scoperto!.

Per motivi di tempo e consulenze varie  ho preferito ritirar su il blog con un tema standard WordPress rinunciando a delle feature interessanti come l’integrazione Facebook e SideWiki. Purtroppo c’è stato anche un piccolo problema di duplicati segnalatomi da Marco Quadrella proprio ieri.. chissà forse proprio lui mi ha inconsciamente stimolato a rivedere il codice php.

Ora posso dire che è tornato (quasi) tutto alla normalità. I custom post types ancora devo indagarli a fondo per capire il problema del 2° argomento passato da una funzione pertanto le “pillole” di questo blog restano per il momento sospese e penalizzate.

Sono sicuro di trovare una soluzione. E quando la troverò posterò ancora tutta la case history.

3 semplici regole prima di aprire un sito web

Mi fa piacere che i social network funzionino bene.

Così bene che è bastato postare un semplice tweet per prendere al volo subito un retweet  e un paio di commenti su Facebook di persone curiose di sapere che cosa mi era successo.

E’ successo questo… intorno le 18 ricevo una telefonata di una persona “allarmata ” che il suo sito era sparito dal web.

Neanche cercando per il nome del brand il sito compare nelle prime posizioni.

Nei primi risultati ci sono pagine di altri siti che riportano gli indirizzi email del brand e il classico www del sito.

Segno già evidente di per sé che il sito in questione è stato filtrato o penalizzato.

Faccio altri controlli sul sito che utilizza ZenCart con un modulo SEO e “scopro” tanto per cambiare che i contenuti nelle schede prodotto sono duplicati in parte nelle pagine interne e in buona parte su altri siti.

E’ una cosa comune. E la medicina è altrettanto comune: modifichi i contenuti delle schede rendendoli unici e voilà il filtro se ne va.

Al telefono sento invece una risposta che oggi, 24/06/2010, ha per me dell’incredibile.

La risposta è stata “Non ci credo, questa te la stai inventando”.

Mando in email subito un paio di SERP e neanche di fronte all’evidenza la persona è arretrata di una virgola nella sua posizione.

Anzi ha incalzato dicendo “Ma come? Allora mi devo modificare tutte le pagine inventando una descrizione diversa per ogni prodotto?”.

Ovviamente le cose non si inventano e personalizzare la scheda di ogni singolo prodotto e quindi anche la descrizione vuol dire semplicemente rendere all’utente che legge la tua scheda un’esperienza specifica e mirata per quel prodotto.

Che, guarda caso, è cosa Google dice da sempre in tutte le sue linee guida.

Vuoi aprire un sito web ? Allora prima ancora di cominciare assicurati di:

  1. avere qualcosa da dire, fare, vendere altrimenti il tuo sarà “un sito come tanti altri”
  2. fare le cose con passione ed essere sempre flessibile al cambiamento, anche editare i contenuti delle tue pagine
  3. essere cosciente che pubblicare il sito è il punto di partenza (e non di arrivo!) per lavorare online.

I 100 domini più visitati

Una chicca quella che di Denny Dover che ha passato l’ultima settimana a riorganizzare informazioni per stabilire quali sono i 100 siti americani più visitati al mese.

Ha incrociato informazioni di pubblico dominio e stilato la lista, classificato i contenuti. Ha aggiunto le sue riflessioni su chi sono i proprietari di questi siti, quali sono le nicchie di mercato le loro percentuali.

Il tutto comodamente scaricabile come PDF qui.