Sono sempre più aSocial (e va bene così)

Circa un anno fa avevo postato questo sulla mia bacheca Facebook:

A distanza di quasi un anno, Martedì 8 gennaio 2013, il messaggio è stato questo:

Perché essere aSocial è una mia necessità

Anche se non sono arrivato ancora ai livelli di Leo Babauta di uscire da Facebook, e limitare l’uso a due social network al massimo, ci sto andando vicino e sto diventando sempre più aSocial.

Perché? Perché in passato ho fatto errori nel mio profilo ed era il momento di dare un taglio netto.

Mi sono iscritto a Facebook nel Settembre 2008. Non esistendo le pagine fan, facevi tutto dal tuo profilo personale e così in circa 4 anni di presenza sul social network mi sono trovato nel profilo di tutto un pò tra gli oltre 1.500 contatti che avevo: fake, conoscenze e “amicizie” virtuali al 200%, gente che non ho mai incontrato dal vivo ai convegni di SEO e web marketing.

Disponendo soltanto del profilo personale, anche se non pubblico, mi ero accorto che accadevano sempre più di frequente queste 3 cose:

  1. mix tra vita privata e pubblica: i miei amici non vogliono saperne di web marketing, e chi è interessato al web marketing non gli interessa dei miei amici.
  2. babele di linguaggi diversi: con gli amici puoi utilizzare un linguaggio più colloquiale (non è lo stesso che usi con i clienti).
  3. messaggi indesiderati: ricevevo alle ore più disparate del giorno messaggi del tipo “mi dai una mano?”, “ho bisogno di un consiglio” (Si vede che chi mi contattava non aveva letto questo post).

Infine, con un paio di amici, ci eravamo accorti che uno sport abbastanza comune su Facebook è collezionare contatti. Sei veramente sicuro di “conoscere” oggi una persona per il solo fatto di averla aggiunta al tuo profilo? Se la risposta è scontata, sappi che non è così per molta altra gente.

Gli step con cui ho isolato il mio profilo

Anziché trasformare un profilo personale in pagina fan pubblica, per non perdere i contatti, o usare le liste per distinguere gli amici dai conoscenti, ho scelto un’altra strada.

Il 7 Gennaio 2012 ho reso il mio profilo personale non più ricercabile all’interno del social network.

Ho creato la pagina pubblica Francesco Tinti Web marketing in modo che questo sia il primo risultato fornito dal motore di ricerca interno di Facebook a chiunque provi a cercare il mio nome e cognome. In pratica puoi fare “Mi piace” sulla pagina diventandone fan, che è un pò diverso da essere “amico” di un profilo personale.

Riflettendoci un pò so mi sono detto “ci può essere chi è interessato al web marketing e chi  invece è interessato alla SEO”. Così ho creato un’altra pagina fan dedicata alla solo SEO. Anche su Twitter ho adottato le stesse distinzioni, ma ne parlerò in un altro post. Ora torniamo a Facebook.

Ho fatto una prima selezione degli oltre 1.500 “amici”, escludendo nel primo step tutti i profili bannati dal social network (anche se bannati, i contatti rimangono tuoi amici fino a quando non li rimuovi uno ad uno).

Ho poi rimosso i profili più spammosi.

Al terzo round è stata la volta delle aziende che usano i profili Facebook personali. Per le aziende esistono le pagine fan.

Si è svolto tutto in modo molto graduale, secondo il classico stile zen che contraddistingue il modo di essere e le mie attività e in pochi mesi sono arrivato a questo:

Gli ultimi aggiornamenti

Dal 22 Agosto ad oggi ho continuato l’operazione di pulizia del profilo arrivano a scrivere questi due messaggi, il 3 e 8 Gennaio 2013.

Oggi i contatti sono 43 e ho rimosso tutti coloro con cui non ci sono state interazioni da diversi mesi. La domanda che mi sono posto prima di fare questa scelta è stata: che senso ha mantenere, tra i tuoi contatti Facebook, un conoscente o anche un amico se non interagisce con te all’interno di social network? Quindi ho iniziato a rimuovere quelli che potremmo definire lurkatori.

Conclusioni

Questo non è l’unico esperimento che ho condotto nei social network negli ultimi due anni e mezzo. Ho testato di tutto e di più, ad es. come generare traffico a partire da un network di social network, come non farsi bannare gli account fake su Facebook e molto ancora.

Commenti, idee, suggerimenti?

Scrivi qui sotto cosa pensi.

Facebook tra la camera da letto e il bagno

Scrivo un post provocazione a partire da 2 dati che riguardano Facebook in USA.

Il primo dato riportato dice che il 25% degli americani, quindi 1 su 4, scrive su Facebook durante o dopo il sesso. La notizia l’ho trovata qui.

Il secondo dato arriva da un’indagine AIS Media e dice che 1 americano su 3 usa Facebook quando è in bagno tramite dispositivo mobile. Questa notizia è in inglese.

Ora va bene che l’Italia non è l’America, ma pensa per un attimo a questi dati.
Secondo te perché tutta questa necessità di popolarità, che spinge ad usare Facebook in bagno o quando sei in dolce compagnia sotto le coperte?

Brevetto di Facebook Places e altre novità

A Facebook è stato riconosciuto il brevetto dal titolo “Systems and methods for automatically locating web-based social network members” (ovvero “Sistemi e metodi per individuare automaticamente gli utenti membri di un social network basato sul web”).

Il brevetto usa il GPS per la localizzazione e quindi Facebook si è brevettato il sistema che fino a oggi hanno usato FourSquare e GoWalla per i rispettivi social network.

Inoltre Facebook ha annuncato un nuovo semplice principio che altererebbe il social graph: Tribes ovvero le tribù. E mi viene tanto in mente l’omonimo volume di Seth Godin.

Facebook ha anche annunciato una dashboard per mostrare i siti e le applicazioni Facebook Connect a cui gli utenti hanno scelto di connettersi.

Facebook ha dichiarato di introdurre anche i gruppi privati.

Infine dal social network sarà possibile scaricare tutte le proprie informazioni personali: post, foto, video, messaggi commenti. In un comodo file zip.

Fonti della news: Techrunch.

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